I consiglieri di maggioranza si sono assunti una responsabilità rilevante nel votare l’autorizzazione a pagare 300 mila euro per chiudere il contenzioso col fallimento Adrianuoto. Forse a nessuno è venuto il dubbio di chiedersi perché la giunta non abbia proceduto in autonomia, visto che la copertura era stata garantita dalla precedente variazione di bilancio. Ma se dovessero essere riscontrate irregolarità nell’iter procedurale o anche l’impossibilita del comune a rivalersi nei confronti di terzi a fronte della conciliazione con le modalità prospettate, ora le principali responsabilità sarebbero condivise in primis da quei consiglieri, che potrebbero essere chiamati a rifondere circa 30 mila euro a testa. L’aver fatto orecchio da mercante di fronte alla richiesta di trasmettere autonomamente il tutto alla Corte dei Conti è poi un’aggravante, perché quei soldi il Comune rischia di perderli definitivamente senza avere alcuna possibilità di recuperarli. E se succede, chi si è mostrato refrattario a ogni tipo di verifica cautelativa si rende ancor più responsabile.Ora, infatti, anche il Comune è parte lesa, oltre ad Adrianuoto, società fallita proprio per il no ai pagamenti richiesti, che solo adesso si riconoscono come dovuti. Gli amministratori di allora avrebbero potuto, infatti, chiudere la partita con un minor versamento da parte del comune e salvaguardando una società. È a quegli amministratori che il Comune di Adria dovrebbe rivolgersi per chiedere giustizia. Peccato che il sindaco e alcuni degli assessori di ieri siano gli stessi di oggi. Gli stessi che hanno avuto l’astuzia di farsi autorizzare dai propri consiglieri per transare, liberandosi da ogni responsabilità. Come a dire: è stato il Consiglio Comunale che ce l’ha chiesto, noi abbiamo solo eseguito. In tutto questo un grande passo falso è stato fatto proprio da Barbujani che, sindaco di allora, ha votato, dopo aver partecipato anche al dibattito in cui si prospettava la chiusura tombale dell’argomento, orientando così esplicitamente la prooria maggioranza. Un grande conflitto di interessi, quindi, sta alla base di una decisione che con una espressione cara al centrodestra, mette le mani nelle tasche di tutti gli adriesi, inclusi i neonati e i centenari, sottraendo a ognuno 15 euro, per evitare di farne pagare molti di più a chi ha avuto una colpevole responsabilità in questa vicenda. I consiglieri di IBC, argomentando la propria ferma decisione, non hanno partecipato al voto, così come gli altri consiglieri di minoranza. Impegno per il Bene Comune non abbasserà la guardia su questa brutta vicenda in cui c’è chi sta cercando di confondere le acque spacciando per “male minore” un danno reale e importante per le casse comunali.
Il Direttivo del Movimento Civico
Impegno per il Bene Comune
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