A distanza di sei mesi, però, gli impegni assunti non hanno trovato attuazione. La situazione non solo è rimasta invariata, ma risulta ulteriormente peggiorata. Gli orari di apertura sono stati ridotti da 52 a 36 ore settimanali, le chiusure pomeridiane sono diventate strutturali, il sabato è escluso e le sale risultano spesso vuote, con l’aula studio di fatto inutilizzabile per studenti e lavoratori.
La mozione approvata impegnava l’Amministrazione comunale a intervenire sugli orari, a rafforzare l’organico e a riferire in Consiglio sulle scelte adottate. Nulla di tutto questo è avvenuto.
Il ritorno del tema sulle pagine de Il Gazzettino conferma che non si tratta di un problema tecnico o contingente, ma di una precisa scelta politica. Ridurre l’accessibilità della biblioteca significa indebolire un presidio culturale e sociale fondamentale, penalizzando studenti, insegnanti, cittadini e anche gli studenti universitari del corso di Infermieristica attivo ad Adria.
IBC tornerà a porre con forza la questione in Consiglio comunale, perché una biblioteca pubblica non si svuota per inerzia, ma per decisioni precise. Decisioni che possono e devono essere cambiate.
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