La Giunta comunale di Adria ha approvato lo schema di accordo con l’ULSS 5 per la gestione del fondo destinato al potenziamento dei servizi di assistenza agli alunni con disabilità, fondo che rimane in capo all’Azienda sanitaria.
L’attuale Assessore alle Politiche Sociali, Marzia Manzetto, ha commentato l’accordo sottolineando l’attenzione dell’Amministrazione verso i bisogni educativi degli alunni con disabilità e delle loro famiglie, rivendicando una linea di sensibilità e responsabilità istituzionale.
Peccato che questa narrazione entri clamorosamente in rotta di collisione con quanto accaduto solo qualche mese fa, quando l’allora Assessore al Sociale Giselda Baratella, oggi privata della delega, espresse voto contrario allo stesso progetto in sede di Conferenza dei Sindaci. Un voto negativo netto, ribadito successivamente anche dal Sindaco in Consiglio comunale, rispondendo alle richieste di chiarimento avanzate dalla minoranza.
In quella sede, infatti, Baratella bocciò il progetto e il conseguente aumento dei costi del servizio, prendendo una posizione che oggi appare diametralmente opposta rispetto alle dichiarazioni dell’attuale Assessore al Sociale.
Oggi, le dichiarazioni di welfare nei confronti dei disabili sembrano fuori luogo e poco coerenti, perché tale progetto ha potuto essere formalizzato grazie al voto degli altri comuni che in maggioranza si sono espressi positivamente e non per la volontà dell’attuale amministrazione.
La distanza tra le posizioni espresse allora e quelle sbandierate oggi è tale da far pensare non a un fisiologico dibattito politico, ma a una vera e propria confusione di pensiero e di volontà all’interno della stessa maggioranza, dove su un tema delicatissimo come l’assistenza agli alunni con disabilità sembra mancare una linea politica chiara, coerente e condivisa.
Un cortocircuito politico che lascia perplessi e che merita risposte trasparenti, soprattutto nei confronti delle famiglie coinvolte, che hanno diritto a certezze e non a versioni mutevoli.
Perché l’attenzione ai più fragili non può essere un slogan da comunicato, ma una scelta politica coerente, ieri come oggi.
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