Con rammarico constatiamo che l’Amministrazione Comunale ha scelto di ignorare la proposta che IBC aveva fatto una volta appresa la notizia dell’intenzione di intitolare uno spazio pubblico a Sergio Ramelli. La nostra era una proposta inclusiva: intitolare i giardini pubblici di via Mascagni non a una sola vittima, politicamente riconducibile alla destra, ma a tutte le vittime innocenti del terrorismo e della violenza politica. Come abbiamo già ricordato, in quel periodo tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta, sono caduti sotto i colpi della follia eversiva di estrema destra e di estrema sinistra, giovani di colori politici contrapposti, ma anche semplici cittadini che ebbero la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, come la giovane polesana di Rosolina, una delle decine di morti provocati dalla bomba alla stazione di Bologna. Il sindaco e la giunta, ignorando la proposta di buon senso di IBC, perseverano ora in questa decisione divisiva, dimostrando chiaramente come non ci sia volontà di condivisione, ma di imporre un pensiero unico che scopre la vera anima di chi sta amministrando Adria, come d’altra parte confermato dall’adesione di gran parte dei consiglieri di maggioranza a Futuro Nazionale di Vannacci. Osserviamo con amarezza che la volontà di piantare bandiere da parte di questa Amministrazione, anche per assecondare sentimenti di rivalsa e revisione storica di qualche notabile del potere politico, tradiscono quei valori di inclusione e democrazia che in passato hanno fatto di Adria un faro per i territori vicini. Per questo motivo IBC, di fronte a questa decisione di Barbujani, che assume le caratteristiche di una prova di forza, dice con chiarezza “non in mio nome”, con la convinzione che questa nostra posizione sia condivisa dalla maggioranza dei cittadini adriesi.
Il Direttivo del Movimento Civico
Impegno per il Bene Comune
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