All’incontro erano presenti i soggetti che avevano precedentemente presentato osservazioni sul progetto, che nei fatti configura un impianto di incenerimento dei fanghi.
La posizione di IBC è stata espressa in modo chiaro e inequivocabile: contrarietà alla realizzazione dell’impianto. Una posizione fondata su motivazioni sanitarie, territoriali e ambientali, e sulla necessità di tutelare il futuro della comunità locale.
Nel corso dell’inchiesta pubblica sono state richiamate alcune criticità centrali, già evidenziate nelle osservazioni depositate: la presenza di PFAS nei fanghi, per i quali non esistono garanzie scientifiche di eliminazione completa; la sottovalutazione degli impatti odorigeni; gli effetti legati a rumore e traffico pesante, destinati a interessare non solo l’area dell’impianto ma anche i territori limitrofi, compreso il nostro.
Accanto a questi aspetti, sono stati toccati molti altri profili tecnici e procedurali che, per limiti di tempo e spazio, non è stato possibile approfondire integralmente, ma che concorrono a definire un quadro complessivo di forte criticità del progetto.
La posizione di IBC è stata rappresentata nel corso dell’inchiesta pubblica dalla consigliera Sandra Moda, da Andrea Micheletti e da Leonardo Bonato, entrambi membri del direttivo, che hanno portato contributi puntuali e documentati.
Ringraziamo tutte le persone e i soggetti intervenuti che, con argomentazioni tecniche e approfondite, hanno saputo evidenziare in modo chiaro le debolezze del progetto. Dal confronto è emersa una contrarietà ampia e condivisa all’insediamento dell’impianto.
Il gruppo IBC continuerà a seguire con attenzione l’iter e a impegnarsi affinché le decisioni future siano orientate alla tutela dell’ambiente, della salute e del territorio.
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