La delibera sulla farmacia di Baricetta presenta un vizio formale non trascurabile: nel verbale il Sindaco risulta assente all’appello, unico tra i componenti della Giunta, eppure contemporaneamente assume la presidenza, dichiara aperta la seduta, approva e sottoscrive il verbale.

 

In questo caso, vista la delicatezza della questione, la forma è sostanza e, per evitare che in futuro Barbujani ricorra alla formula scajolana parlando di un provvedimento “a sua insaputa”, è necessario che la delibera venga annullata.

 

Ma a destare molte perplessità, e qualche sospetto, è la tempistica scelta per questa revisione della pianta organica delle farmacie.

 

La revisione, per legge, deve essere effettuata entro il mese di dicembre di ogni anno pari: c’era quindi tutto il tempo per confrontarsi e valutare. Invece si è scelto di deliberare nel bel mezzo di una torrida estate, che porta le persone a pensare all’esigenza di un rigenerante refrigerio più che a quella, tipicamente invernale, di come procurarsi un farmaco.

 

La fretta di arrivare a questa delibera in luglio sembra aver coinvolto un po’ tutti in Comune, facendo perdere di vista due aspetti fondamentali: la farmacia di Baricetta, che serve anche i Comuni di Gavello e Ceregnano, è una farmacia “rurale”; inoltre, una scelta programmatoria-pianificatoria di questo tipo deve basarsi su ragioni di interesse pubblico.

 

Ora non si capisce perché la delibera, che prende in considerazione tutti i sei ambiti farmaceutici del territorio comunale, mentre trascura le criticità di altre zone, si concentri su Baricetta che, anzi, presenta una variazione della densità demografica migliore rispetto a un altro ambito e una perdita percentuale di popolazione esattamente corrispondente alla media comunale.

 

Non si capisce, poi, perché si utilizzi il dato che fotografa una popolazione che invecchia per giustificare il potenziale allontanamento della sede farmaceutica, quasi a voler penalizzare gli anziani.

 

È evidente, infatti, che allargare il perimetro entro il quale può insediarsi la farmacia fino alla zona di via Peschiera, via Emanuele Filiberto e Borgo Dolomiti significa indirizzare la scelta futura verso il capoluogo comunale, per ovvi motivi di convenienza imprenditoriale.

 

Ma allora ci troveremo una farmacia che di “rurale” ha solo il nome, diventando la quinta farmacia del centro: un paradosso e una beffa per tutta la popolazione che vive nelle quattro frazioni a nord di Adria.

 

Da Cicese, dove convergono sulla Strada Regionale 443 le strade provenienti da Baricetta e Ca’ Emo, a Borgo Dolomiti ci sono infatti ben oltre cinque chilometri: questa scelta non sembra perseguire il criterio prioritario dell’equa distribuzione, perché non soddisfa le esigenze della popolazione residente nelle zone periferiche del Comune, alla quale dovrebbe essere garantita l’ottimale accessibilità al servizio farmaceutico.

 

Una scelta pianificatoria più ragionevole, ed è questa la proposta di IBC, sarebbe quella di individuare un ambito effettivamente “rurale” che, pur estendendosi anche all’asse della SR443, individui però una zona omogenea costituita esclusivamente da realtà frazionali e che, per questo, si fermi, includendolo, al centro abitato di Valliera, rimanendo invece esterna al perimetro urbano di Adria.

 

Solo in questo modo, a nostro parere, si arriverebbe al reale bilanciamento di interessi diversi, dando la precedenza al benessere e alla salute dei cittadini.

 

Il Direttivo del Movimento Civico

Impegno per il Bene Comune