L’ammissione del vicesindaco Simoni riapre il confronto sulle risorse comunali. Bonato (IBC) in Consiglio: perché non vengono utilizzate per rispondere alle necessità della città e delle frazioni?

La narrazione della “cassa vuota” si scontra con i numeri e con le stesse dichiarazioni della maggioranza. Per mesi, la Giunta guidata dal sindaco Massimo Barbujani ha risposto alle legittime lamentele dei cittadini su strade colabrodo, marciapiedi dissestati ed erba alta con un unico, logorante ritornello: la mancanza di risorse economiche e la rigidità del bilancio. Una giustificazione utilizzata per spiegare il progressivo peggioramento del decoro urbano ad Adria e nelle sue frazioni. Eppure, la realtà emersa nell’ultimo Consiglio comunale racconta una situazione ben diversa.

È stato infatti il vicesindaco Federico Simoni a dichiarare apertamente che, del cospicuo avanzo libero di amministrazione ereditato dall’anno precedente, ci sono ancora oltre 500.000 euro da spendere. Mezzo milione di euro di risorse pubbliche che rimangono inutilizzate, mentre la città continua a fare i conti con numerose situazioni di incuria.

Un immobilismo che ha sollevato forti perplessità durante il Consiglio comunale del 15 ottobre. Il nostro capogruppo Enrico Bonato ha chiesto alla Giunta come sia possibile che, con tutte le emergenze aperte sul territorio, non si riesca ancora a impegnare una cifra così significativa.

Bonato ha inoltre sollevato un interrogativo politico tutt’altro che secondario: questi fondi vengono forse deliberatamente mantenuti in cassa per essere spesi nel 2027, in vista della campagna elettorale del 2028? Il rischio è quello di congelare oggi risorse che potrebbero migliorare i servizi, per concentrare gli interventi negli ultimi mesi del mandato amministrativo. Una prospettiva sulla quale riteniamo che la maggioranza debba fornire spiegazioni chiare.

Le conseguenze di questo mancato utilizzo delle risorse sono sotto gli occhi di tutti. Bonato ha richiamato, in particolare, la situazione del quartiere Amolaretta, chiedendo perché una parte di quei 500.000 euro non venga utilizzata per completare le asfaltature. Il quartiere versa ormai da anni in condizioni indecorose, con strade e marciapiedi che attendono interventi di manutenzione.

Gli ultimi asfalti degni di questo nome realizzati ad Amolaretta risalgono al 2023, grazie ai lavori avviati dalla precedente Giunta IBC guidata da Omar Barbierato. Da allora, su molte strade e marciapiedi del quartiere sembra essere calato un vero e proprio coprifuoco manutentivo.

Ma non c’è soltanto l’asfalto. Una parte consistente di quel mezzo milione di euro potrebbe e dovrebbe essere destinata alla cura del verde pubblico, un servizio che ha toccato livelli preoccupanti per efficienza e programmazione.

A soffrire maggiormente sono ancora una volta le frazioni di Adria, troppo spesso relegate al ruolo di zone di serie B: parchi gioco lasciati all’incuria, banchine stradali invase dai rovi e sfalci che avvengono con mesi di ritardo. Situazioni che i cittadini segnalano ripetutamente e alle quali l’Amministrazione continua a non dare risposte adeguate.

E a proposito di risorse economiche, c’è un’altra domanda che non può essere ignorata. Come ha fatto il Comune a non trovare le poche migliaia di euro necessarie per ricorrere al TAR in difesa del Punto Nascite di Adria, quando risultano ancora disponibili oltre 500.000 euro di avanzo libero? Una contraddizione sulla quale sarebbe opportuno fare chiarezza, soprattutto considerando l’importanza di un servizio sanitario fondamentale per tutto il territorio.

A completare il quadro delle criticità nella gestione dell’ambiente urbano c’è poi la situazione dei parchi cittadini. Le operazioni di potatura degli alberi ad alto fusto sono ferme da anni. La mancanza di interventi strutturali sui rami pericolanti e sulle alberature ammalorate non è più soltanto una questione di decoro, ma anche di sicurezza per le famiglie e i bambini che frequentano le aree verdi.

Di fronte a tutte queste necessità, risulta difficile comprendere perché risorse così importanti debbano continuare a rimanere inutilizzate. Non pretendiamo che mezzo milione di euro possa risolvere ogni problema della città, ma è evidente che potrebbe contribuire ad affrontare diverse situazioni che attendono da troppo tempo una soluzione.

Il tempo delle scuse è scaduto.

Continuare a richiamare la scarsità di risorse economiche, mentre oltre mezzo milione di euro rimane ancora disponibile, è una contraddizione che l’Amministrazione deve spiegare ai cittadini, soprattutto a quelli che pagano le tasse e si aspettano servizi ordinari dignitosi.

Se le risorse ci sono, non è più sufficiente nascondersi dietro le difficoltà di bilancio. La Giunta Barbujani ha il dovere di chiarire come intenda utilizzare quei soldi e di programmare interventi concreti per risolvere le numerose situazioni irrisolte.

Perché Adria e le sue frazioni hanno bisogno di manutenzioni e servizi oggi, non di interventi rinviati a ridosso delle prossime elezioni.

Il Direttivo del Movimento Civico

Impegno per il Bene Comune