Stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal primo cittadino, l’incontro avrebbe dovuto affrontare le criticità dell’ospedale di Adria, le future schede ospedaliere regionali e, soprattutto, il futuro dei servizi sanitari del nostro territorio, compreso il punto nascita.
Ora, però, il Direttore Generale dell’ULSS 5 chiarisce, con un nuovo comunicato, che la sua presenza sarà finalizzata esclusivamente a illustrare il piano di riconversione conseguente alla chiusura dell’ostetricia.
A questo punto, le domande sono inevitabili.
Signor Sindaco, per quale motivo ha convocato i vertici dell’ULSS? Per informarci di una chiusura già decisa o per aprire un confronto concreto sul futuro del nostro punto nascita?
Che senso ha partecipare a un incontro in cui ai cittadini viene chiesto, di fatto, soltanto di prendere atto di una decisione già assunta? È più opportuno disertarlo oppure essere presenti, far sentire la propria voce e manifestare apertamente il dissenso di una comunità che non si rassegna a perdere un servizio fondamentale?
Una cosa è certa: siamo stanchi di essere presi per i fondelli.
I cittadini meritano chiarezza, rispetto e la possibilità di un confronto vero, non semplici comunicazioni a decisioni già prese.
Chi amministra ha il dovere di rappresentare la propria comunità, pretendere risposte e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Adria non ha bisogno di passerelle istituzionali, ma di una guida coerente, determinata e capace di difendere concretamente il proprio ospedale.
Perché la salute dei cittadini non può diventare una questione di facciata, né il futuro del nostro territorio può essere liquidato con una semplice presa d’atto.
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