Le aree verdi pubbliche di Adria appaiono sempre più in difficoltà. Dallo sfalcio dell’erba alla manutenzione delle aiuole, fino alla cura degli alberi di recente piantumazione, sono numerose le situazioni che sollevano dubbi sulla gestione e sulla programmazione del verde pubblico cittadino.

È ormai sotto gli occhi di tutti come diversi alberi di Corso Garibaldi, in pieno centro storico, e di Piazza della Libertà a Bottrighe – solo per citare due esempi – si siano seccati durante le ondate di calore dell’estate appena trascorsa.

Una situazione che lascia ancora più perplessi considerando che, in entrambi i casi, erano stati previsti appositi impianti di irrigazione. Evidentemente l’apporto d’acqua non è stato sufficiente a garantire la sopravvivenza delle piante e sarebbe utile capire con quale frequenza e modalità tali impianti siano stati effettivamente utilizzati durante i periodi di maggiore caldo.

A questo si aggiunge la questione dello sfalcio dell’erba. Dopo alcune dichiarazioni del sindaco che hanno lasciato perplessi diversi cittadini e amministratori, si è arrivati persino a vedere alcune aiuole “sistemate” direttamente dallo stesso primo cittadino. Un gesto certamente simbolico, che però non può sostituire una gestione programmata, continuativa e professionale del verde pubblico.

Sul tema sono intervenuti anche Legambiente e diversi organi di informazione, evidenziando le condizioni del verde cittadino e, in particolare, il numero di alberi e piante ormai secchi che continuano a rimanere al loro posto senza essere sostituiti.

Eppure Adria dispone dal 2022 di un Piano del Verde, uno strumento che dovrebbe rappresentare un riferimento per la pianificazione, la tutela e la corretta gestione del patrimonio verde della città. Il punto, quindi, non è soltanto piantare nuovi alberi, ma garantire che gli interventi siano programmati e che le nuove piantumazioni vengano seguite nel tempo, soprattutto nei primi anni di vita.

Ad approfondire la questione è stata la Geometra Beatrice Marangon, componente del direttivo di Impegno per il Bene Comune, che ha analizzato il Piano del Verde partendo proprio dalle criticità che stiamo vedendo in città.

C’è poi un ulteriore problema: trovare questo documento sul sito istituzionale del Comune è tutt’altro che semplice.

Il Piano del Verde non risulta immediatamente reperibile nella sezione del sito dedicata agli strumenti di pianificazione urbanistica, dove un cittadino, un professionista o un amministratore sarebbe naturalmente portato a cercarlo. Per recuperarlo è stato invece necessario “scavare” – e il termine, parlando di verde, assume quasi un significato paradossale – tra gli atti pubblicati in Amministrazione Trasparente.

Amministrazione Trasparente non dovrebbe però trasformarsi in un archivio nel quale il cittadino deve conoscere in anticipo gli estremi di un atto per riuscire a trovarlo. Un documento di pianificazione destinato ad avere effetti sulla gestione del territorio deve essere facilmente individuabile, consultabile e accessibile anche a chi non conosce il funzionamento della macchina amministrativa.

Non si tratta di una semplice questione di ordine del sito internet. La facile reperibilità degli strumenti di pianificazione consente ai cittadini di conoscere le regole, ai professionisti di applicarle e agli amministratori e alle forze politiche di verificare la coerenza tra ciò che è stato programmato e ciò che viene concretamente realizzato.

Perché, allora, il Piano del Verde non è reso chiaramente e immediatamente accessibile insieme agli altri strumenti urbanistici del Comune?

Non vogliamo attribuire intenzioni che non possiamo conoscere. Resta però un dato: rendere difficilmente reperibile un documento significa, nei fatti, rendere più difficile anche il controllo pubblico sulla sua applicazione.

Il tema assume ancora maggiore rilevanza alla luce del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni delle pubbliche amministrazioni e dedica specifiche disposizioni agli atti di governo del territorio.

Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale due cose molto semplici: rendere il Piano del Verde immediatamente reperibile nella corretta sezione del sito istituzionale e chiarire come le sue previsioni siano state applicate nella gestione del verde pubblico, con particolare riferimento alla manutenzione e all’irrigazione delle nuove piantumazioni.

Perché approvare un Piano del Verde serve a poco se poi il verde viene lasciato seccare. E la trasparenza serve a poco se, per trovare un documento pubblico, bisogna scavare nel sito istituzionale senza nemmeno sapere dove cercarlo.