Amarezza e sconcerto. Sono questi i sentimenti che, come consiglieri comunali di Impegno Bene Comune, proviamo per il modo in cui la maggioranza politica adriese ha affrontato la vicenda del Punto Nascita di Adria.
Una vicenda troppo importante per essere gestita con superficialità o con atteggiamenti di chiusura nei confronti delle proposte provenienti dalla minoranza.
In questi mesi abbiamo avanzato proposte, sollecitato iniziative, fornito input e cercato di mettere in campo ogni possibile strumento per contrastare decisioni calate dall’alto che rischiano di impoverire ulteriormente il nostro territorio. Troppo spesso, però, le nostre proposte non sono state ascoltate.
Siamo certi di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, come consiglieri comunali di Impegno Bene Comune, insieme alle forze politiche e ai cittadini che si sono impegnati concretamente per difendere il mantenimento del servizio sanitario ad Adria.
Abbiamo lavorato per informare la cittadinanza, promosso incontri e momenti di confronto e, non da ultimo, nell’ultimo Consiglio comunale abbiamo presentato, insieme alle altre forze di opposizione, un documento con una precisa presa di posizione sulla vicenda.
Un documento che, nonostante la sua importanza e la delicatezza del momento, non ci è stato nemmeno consentito di leggere in aula: ci è stato semplicemente permesso di depositarlo.
Una circostanza ancora più grave considerando la vicinanza della scadenza dei termini per la presentazione del ricorso al Consiglio di Stato.
Il ricorso, arrivato in extremis, rappresenta oggi un passaggio importante. Ma viene spontaneo chiedersi perché si sia arrivati a questo punto e se non si sarebbe potuto agire prima e con maggiore determinazione.
Non possiamo non riconoscere, inoltre, il ruolo avuto da quelle mamme e da quei cittadini che, autonomamente e autofinanziandosi, hanno scelto di mobilitarsi concretamente, sostenendo anche le spese necessarie per il deposito degli atti. Una dimostrazione di quanto questa comunità tenga al proprio ospedale e ai propri servizi.
A loro va il nostro ringraziamento.
Un sentito ringraziamento va anche all’avvocato Laura Venittelli di Termoli e alla nostra concittadina avvocato Giulia Azzano Cantarutti, che hanno accompagnato il percorso legale con professionalità, competenza e grande attenzione.
E proprio al Sindaco Barbuiani vogliamo rilanciare quella palla che, metaforicamente, sembra non aver mai voluto raccogliere fino in fondo.
Lo facciamo anche alla luce delle sue recenti dichiarazioni sulla stampa, nelle quali ammette di non avere peso politico.
Una dichiarazione che sorprende, soprattutto perché il cosiddetto “peso politico” è stato più volte rivendicato dalla maggioranza come un valore aggiunto, quasi indispensabile per amministrare e per ottenere risultati per il territorio.
Oggi, però, davanti alla perdita di un servizio fondamentale come il Punto Nascita, quel peso politico sembra improvvisamente non esserci.
Adria merita molto di più.
Merita un’amministrazione capace di battersi ogni giorno per difendere i servizi, il lavoro, la sanità e il futuro della propria comunità.
Le feste paesane sono certamente importanti e non vanno disdegnate: fanno parte della nostra identità e della nostra comunità. Ma non possono essere sufficienti a raccontare una città che, contemporaneamente, perde servizi essenziali e vede indebolirsi progressivamente il proprio ruolo.
Una buona amministrazione non può limitarsi a organizzare eventi: deve avere la capacità, la determinazione e la visione politica per difendere Adria quando il territorio viene messo in discussione.
Sul Punto Nascita continueremo a fare la nostra parte.
Perché Adria non può permettersi di perdere pezzi senza che nessuno alzi la voce, proprio per questo saremo presenti all’ incontro/conferenza stampa indetta per venerdì 9 ottobre  alle 17:30 presso il teatro Ferrini di Adria.
I Consiglieri del Movimento Civico

Impegno per il Bene Comune