Oggi stiamo guardando tutti con occhi un po’ diversi il nostro territorio, e lo apprezziamo finalmente per quello che é, unico, senza confrontarlo impropriamente con altri ambienti.

Lo apprezziamo noi che lo viviamo quotidianamente e chi, vivendo più lontano, l’ha scoperto, magari attratto da una foto postata per una forma di “captatio benevolentiae” politica. Va bene tutto, se serve ad aumentare la consapevolezza della bellezza che ci sta intorno; bellezza che, se rispettata e valorizzata, può diventare risorsa.

La popolazione che risiede e opera in un territorio é in qualche modo parte del “paesaggio” osservato da un visitatore che, se lo scopre attraverso l’informazione fornita dal benzinaio, il consiglio dell’esercente, il suggerimento sapiente di un semplice cittadino, ne apprezza maggiormente il valore.

Il nostro migliore biglietto da visita é e sarà la conoscenza e l’amore per i nostri paesaggi, la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni.
Se si percorrono le strade che, spesso seguendo corsi d’acqua, collegano le frazioni adriesi Fasana, Ca’Emo, Valliera, Baricetta, Bellombra, Bottrighe, Mazzorno e Cavanella, si può apprezzare un paesaggio irripetibile fatto di spazi, di colori, di vegetazione, di agricoltura di pianura, di fauna e di architetture rurali.

Anche il nostro centro storico va guardato senza dare nulla per scontato, perché chi lo visita per la prima volta ne apprezza la sostanziale integrità urbanistica associata alla presenza dell’elemento “acqua”, che un tempo era addirittura molto più capillare e pervasivo.


Le straordinarie vetrine del nostro Museo, poi, dovrebbero da sole renderci orgogliosi del luogo in cui viviamo.

L”improvvisa attenzione per la lavanda del Delta, presente nel nostro territorio comunale, deve renderci felici e, al tempo stesso, determinati per essere pronti a cogliere tutte le opportunità che questo periodo storico può riservare al nostro Polesine, al nostro Parco, alla nostra Adria.