Con gli esami di fine giugno si é concluso un anno scolastico molto particolare e anomalo. Come movimento IBC ci sentiamo di ringraziare tutti coloro che, con alto senso civico, hanno consentito  di portare a termine un percorso in condizioni difficili e tra mille incertezze.


È innanzitutto da elogiare il senso del dovere  dei docenti che hanno accompagnato i ragazzi attraverso le difficoltà di una didattica a distanza da costruire su misura di ogni scuola, di ogni classe, di ogni studente, perché nessuno rimanesse escluso o rimanesse indietro. Ad Adria, secondo polo scolastico provinciale, sono presenti scuole di ogni ordine e grado, e tutte sono riuscite ad organizzarsi per offrire un servizio pubblico adeguato alle necessità dei più piccoli e dei più grandi, tra i giovani utenti.


Per questo sentiamo il dovere di ringraziare i dirigenti e tutto il personale che ha contribuito a far  funzionare la macchina organizzativa scolastica.

Ringraziamo anche l’Amministrazione Comunale, che si é messa a disposizione anche attraverso  il gruppo comunale di protezione civile, i cui volontari   hanno distribuito meritoriamente i dispositivi elettronici alle famiglie che ne hanno fatto richiesta.


Quest’anno, però, più di ogni altro anno, vanno ringraziate le famiglie perché anche i genitori  hanno affrontato questa esperienza con consapevolezza e pazienza,  trasmettendo tranquillità e serenità ai propri figli. Sono però gli “adulti di domani” che ci hanno riservato le più belle sorprese perché  hanno dimostrato di avere maggior maturità di quella che comunemente viene loro attribuita e immaginiamo quanto possa essere stato difficile per un bambino, per un adolescente,  essere isolato dal proprio gruppo di amici e non poter condividere in presenza la stessa esperienza educativa.


É stato, quindi, un anno scolastico in cui tutti hanno dato prova di grande responsabilità e  l’esperienza vissuta probabilmente conterà in futuro più dei contenuti comunque trasmessi.

Arricchiti da questa esperienza, guardiamo al futuro, perché la scommessa, anche per la scuola, é quella di partire col piede giusto a settembre, con determinazione, senso civico, solidarietà.